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6 GIORNI IN TRENTINO PER IMPARARE A SCIARE

Le piste migliori per riuscire ad imparare lo sci tra la Val di Fiemme e la Val di Fassa. Anche per i meno giovani, perchè si sa che a loro viene tutto facile.

Avevo circa 15 anni l’ultima volta che ho messo gli sci ai piedi. Equipaggiata come si poteva essere equipaggiati nei primi anni 90, cioè in modo da avere più freddo possibile. Allora non esistevano ancora i superstore dell’abbigliamento sportivo e se decidevi di sciare un giorno, ti infilavi quello che ti capitava o che ti aveva passato la zia. Insomma io da allora ho sempre associato lo sci al freddo pungente e insopportabile, ai piedi gelati e al fatto di non riuscire nemmeno a prendere lo ski-lift senza cadere, far fermare tutto con conseguente figura di cacca davanti agli altri sciatori esperti.

Non ci sono più tornata. Non ci ho mai più nemmeno pensato.

Fino a qualche mese fa quando mi hanno chiamato da Visit Trentino per propormi di passare qualche giorno sulla neve e imparare a sciare con tutta la famiglia.

Chi io? State parlando con me? Siete sicuri?

La Val di Fiemme e la Val di Fassa le conosco bene, passo quasi ogni estate in queste montagne da quando avevo 4 anni. Ma in estate non c’è la neve, lo sapevate?

In ogni modo siamo partiti. L’idea di stare in mezzo alla natura per qualche giorno e che fosse un’occasione unica per fare imparare a sciare Giacomo e Martino ci ha convinto del tutto.

Ma come potevo spiegare ai miei figli ad essere coraggiosi, a provare una cosa nuova, se io per prima mi lasciavo prendere dalla paura? Non potevo. E così per la seconda volta nella mia vita ho ripreso gli sci in mano, o meglio ai piedi, e mi sono lanciata.

Mai scelta fu più azzeccata e felice.

Cavalese ci ha accolto a braccia aperte, abbiamo avuto giornate di freddo non intenso e quasi sempre il sole. Metà Gennaio è anche uno dei periodi migliori se non si vuole trovare troppa gente e la ressa del periodo natalizio.

Il primo giorno l’abbiamo passato ad ambientarci, a fare qualche passeggiata nei dintorni e a noleggiare l’attrezzatura per tutti e 4, che ora è molto diversa e sopratutto molto più tecnica di quella di mia zia negli anni 90. Non ho mai avuto freddo neanche a -13°.

Giorno 2 – Ski Area Bellamonte

Dal secondo giorno ci siamo infilati gli sci e con il nostro super maestro Livio ci siamo diretti verso la Ski Area di Bellamonte. La mattina alla scuola sci, per imparare le basi, curvare e frenare. Noi avevamo un maestro in quattro ma non sarebbe l’ideale. Di solito non si insegna ad adulti e bambini insieme perchè i tempi di apprendimento sono ovviamente diversi e sopratutto non si insegna mai a genitori e figli insieme. Comunque appena dopo pranzo, eravamo pronti per la nostra prima pista.

Un attimo di pausa per parlarvi del ristorante dove abbiamo mangiato: lo Chalet 44. Un posto dallo stile moderno ma immerso completamente in questa natura meravigliosa. Durante il pranzo eravamo circondati dalle vetrate con vista sul gruppo delle Pale di San Martino. Wow!

Ho ricaricato il telefono con le prese elettriche presenti su ogni tavolo, che secondo me sono una figata, e ci siamo ricaricati noi. Se passate di qua non dimenticate di chiedere a fine pasto la grappa al latte perchè è una delle cose più buone che abbia mai assaggiato.

E poi la discesa. Perchè iniziare da Bellamonte? Perchè le piste sono poco pendenti e molto larghe, ideali per chi sta iniziando. La neve sparata, si sa, è sempre perfetta, super tecnica e qui, come del resto in tutto il comprensorio di Dolomiti SuperSki, la manutenzione è accuratissima.

Giacomo ha fatto la seconda discesa senza mai cadere, io sono caduta un po di volte, ho avuto paura, com’è normale che sia, ma comunque essere con un maestro da molta sicurezza e ti insegna davvero a rialzarti e ad arrivare in fondo.

E alla fine la soddisfazione è grandissima. Di sicuro non credevo di riuscire a scendere una pista, seppur facile, il primo giorno di sci.

Martino non ha sciato. Dopo una mattina in cui ha provato per 3 ore gli sci alla scuola e ha imparato a scendere, la sua attenzione si è esaurita e non voleva più sciare. Non abbiamo insistito perchè non volevamo fosse controproducente e credo abbiamo fatto bene. Ha 4 anni. E’ possibile iniziare a sciare ma anche consultandoci con i vari maestri di sci, l’età consigliata sarebbe dai 5 o 6 anni quando riescono a gestire per più tempo l’attenzione e il fatto di impegnarsi per imparare qualcosa li divertirà. Avrà tempo e non ci siamo preoccupati.

Giorno 3 – Ski Area Ciampediè Val di Fassa

Il terzo giorno ci siamo spostati in Val di Fassa sulle piste del Ciampediè. Per me è stato meraviglioso vedere i posti che conosco benissimo in estate trasformati completamente nella loro veste invernale. Anche se perdi quasi i punti di riferimento, a causa dei sentieri che diventano piste e perchè la neve ricopre molte cose, le cime delle montagne sono lì ferme. La certezza che loro comunque sono lì ad aspettarti e a darti il bentornato.

Ho guardato in su verso le tre Torri del Vajolet e il mio cuore ha fatto un salto. Ciao ragazze, sono tornata!

Giacomo, Lorenzo e Teresa, la maestra di sci si sono buttati subito sulle piste. Io non ho sciato per rimanere con Martino, tra passeggiate nel bosco e Kinderpark, avevamo l’imbarazzo della scelta. E ho anche avuto un po di tempo per scattare qualche foto.

Pranzo nella super accogliente Baita Checco e il pomeriggio l’abbiamo passato a far riposare un po le ossa e i muscoli all’Acquapark Vidor.

L’Aquapark fa parte del Campeggio Vidor a Pozza di Fassa ma è accessibile anche se non si soggiorna lì. Per i bimbi è l’ideale, con giochi d’acqua e scivoli in una piscina alta 30 cm. Quindi si può anche lasciarli un attimo a giocare mentre ti godi il relax della sdraio o la zona benessere.

Il mix freddo, aria aperta e poi caldo e piscina ci ha però steso definitivamente in questa intensa giornata e alle 21 eravamo tutti sotto le coperte. Stanchi ma felici!

Giorno 4 – Ski Area Latemar

Il nostro quarto giorno è stato dedicato al perfezionamento, ovvero imparare a scendere le piste da soli. Giacomo senza fatica ha conquistato la sua prima pista rossa, io, avendo sciato un giorno in meno, sono andata un po più piano. Ma complice il fatto di essere riusciti a lasciare Martino al Kindergarden con una ragazza che si occupava di lui, siamo riusciti per la prima volta a sciare tutti e tre insieme.

Il Latemar è non è una semplice Ski Area, è una montagna animata. Oltre alle piste da sci fanno una sacco di attività per i ragazzi sia in estate che in inverno. E’ qui che si trova la Foresta dei Draghi (un percorso interattivo che si snoda all’interno del bosco), l’Alpine Coaster (un bob su rotaia dal quale non avremmo voluto più scendere), e la pista per slittini. Non ci siamo fatti mancare niente e abbiamo provato tutto!

Ed è stato un piacere poter condividere qualche parola durante il pranzo con la ragazza che ha ideato tutto ciò, una mente aperta che ha saputo vedere avanti e mette una grande passione nel portare avanti il suo lavoro di gestione del parco. Noi non vediamo l’ora di tornare!

Giorno 5 – Ski Area Cermis

Ammetto che al quinto giorno la fatica si è fatta sentire. Non eravamo sicuramente allenati e dopo 3 giorni di sci intenso anche Giacomo non ha avuto le forze per scendere più di una pista. Un vero peccato perchè le piste del Cermis, sebbene un po più difficili di quelle che avevamo visto i giorni precedenti, sono bellissime e molto varie. E quando arrivi nella parte più in alto c’è da rimanere senza fiato dalla vista che si apre a 360° su tutta la Val di Fiemme e le cime intorno, fino alla Marmolada.

Sicuramente un consiglio che posso darvi, se decidete di concedervi una settimana a sciare e sopratutto se non l’avete mai fatto prima, è quello di pensare in mezzo alla settimana ad un giorno di stop, in cui riposarsi e fare altro. Altrimenti il rischio è di non riuscire ad avere le forze necessarie per arrivarci in fondo e godersi a pieno il tutto.

Giorno 6 – Passo di Lavazè

Il nostro ultimo giorno qui non poteva farci regalo più bello. La neve scesa durante la notte. Non più sci ma una giornata dedicata a goderci il paesaggio innevato e questa neve fresca nella stupenda cornice del Passo di Lavazè.

Dammi la neve fresca sotto i piedi e due abeti innevati da osservare e io sarò felice come una bambina! Non sentirò il freddo, non sentirò la fame e quando sarà ora di tornare a casa farò anche un po di storie.

E’ stata una delle giornate in cui ci siamo veramente divertiti tutti e quattro allo stesso modo, provando le bicisci e gli slittini. Ruzzolandoci un po nella neve ed ascoltando il silenzio del bosco, dove eravamo veramente solo noi.

Come sempre queste montagne non deludono. La mente si placa, le orecchie ascoltano, i piedi diventano parte della terra. Ti senti piccolo, sempre, ma il cuore si allarga e l’impressione è quella di non riuscire ad immagazzinare nei tuoi pensieri tanta meraviglia.

L’unica cosa a cui riesci a pensare è a quando tornerai.

Noi eravamo ospiti dell’Hotel Bellavista di Cavalese. Un hotel che mi sento di consigliare alle famiglie e sopratutto se avete bimbi perchè davvero l’accoglienza e la disponibilità che abbiamo trovato nei loro confronti è stata speciale. Con una stanza dei giochi e una persona professionale e dedicata a loro tutte le sere dalle 5 in poi. E comunque in generale una gentilezza e disponibilità non sempre scontate.

NELLA STANZA BLU

E’ successo tutto senza programmare niente.

Sono passata da loro una mattina, solo per chiaccherare un po e mangiare qualcosa insieme.

Giovanna è una delle mie più care amiche ma non riusciamo a vederci spesso perchè, si sa, quando si hanno dei figli piccoli, un lavoro a che ti occupa gran parte della giornata e anche una nuova casa da sistemare il tempo sembra non essere mai abbastanza.

Maddalena ha compiuto un anno in questi giorni, sta muovendo i primi passi e sa già benissimo quello che vuole.

Io ero in terra a giocare con lei quando ho visto l’effetto polvere che adoro.

Lo sapete quanto io mi diverta a giocare con questa cosa e così sono corsa a prendere la macchina fotografica per scattare.

Non ero sicura di come si sarebbero intonati questi vestiti scuri con le pareti scure. Quasi un mimetismo dove ciò che è più colpisce l’occhio alla fine sono i colori della pelle e del contatto mamma figlia.

Ne sono uscite queste foto, nel blu dipinto di blu.

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