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LA PARTE PIÙ BELLA DELL’ETNA. I MONTI SARTORIUS

Quando abbiamo deciso di fare questo viaggio in Sicilia, ancora prima di pensare ad un itinerario, ancora prima di pensare a quali posti e città visitare, avevo solo una certezza: volevo salire sull’Etna.

Chissà cos’è che mi ha sempre attirato così tanto di questo posto pur senza esserci mai stata. Forse il calore percepibile, insieme al respiro della terra. Forse l’energia che emana e il doveroso rispetto verso la sua potenza.

Fattostà che anche godere di una giornata di fresco e montagna, in mezzo ad una vacanza fatta sopratutto di giorni di mare, non mi è dispiaciuto affatto.

Quindi ora, prima ancora di parlarvi del nostro viaggio in Sicilia, voglio dedicare un post a questo luogo, che è uno di quelli che ho amato di più. Voglio portarvi con me in questo mondo incantato.

LE 5 SPIAGGE PIU BELLE DI ALENTEJO E ALGARVE

Sono stata in Portogallo più di un anno fa e finalmente mi sono decisa a scrivere delle sue spiagge. Non sono stata lì principalmente per quello. Io sono una che al mare dopo un’ora si annoia, ma davvero il mare dell’Algarve, mi ha affascinato.

Spiagge immense e libere. Contornate solo da natura e flora mediterranea. Il mare davanti e le scogliere dietro. Qualcosa che sà assolutamente di selvaggio ma nello stesso tempo è accompagnato dalla malinconia che caratterizza tutto questo paese. Luoghi dove il tempo scorre lento ed il clima sempre mite e ventilato.

Allora venite con me?

PASSEGGIATA AL LAGO CALAMONE CON LA NEVE

Il Lago Calamone, o meglio conosciuto da chi abita qui come Lago del Ventasso, è considerato uno dei laghi più belli del nostro appennino reggiano. Per me è sicuramente il più suggestivo, perchè regala qualcosa di diverso in ogni stagione.

Antiche leggende popolari narravano che il lago fosse senza fondo e che le sue acque si ricollegassero direttamente agli abissi del mare. Ovviamente tutto ciò è stato sfatato da secoli, ma il suo fascino rimane comunque immutato.

Avevamo voglia di una gita fuori porta con degli amici, avevamo voglia di cercare la neve, che da noi in pianura in questi giorni ci ha lasciato a bocca asciutta e avevamo voglia di immergerci nella natura e nel silenzio del bosco. Non eravamo sicuri di trovare le condizioni atmosferiche più favorevoli ma non ci siamo scoraggiati e, infilato le tute da neve, siamo partiti.

Dal parcheggio del Ventasso la passeggiata è molto semplice. 20 minuti di sentiero, leggermente in salita, ma largo e battuto se c’è neve. Bisogna solo prestare un po di attenzione perché è usato anche come piccola pista da sci e può capitare di incontrare qualche sciatore che scende lentamente. Non sono piste frequentatissime quindi succede raramente, ma uno occhio in più sopratutto se siete con dei bambini, non fa mai male.

Non ci aspettavamo che fosse appena nevicato. Il paesaggio era incantato. Noi entusiasti ed increduli. E tra un lancio di palle di neve e un cercare di riconoscere le tracce lasciate nella neve dagli animali siamo arrivati al lago in un attimo.

20 minuti per ritrovarsi in Lapponia.

Il Lago era ghiacciato e ricoperto da un leggero strato di neve, le nuvole basse, poche persone oltre noi (che già eravamo abbastanza per scompigliare la quiete!). La prima cosa che ho fatto è stata sedermi e guardare. La seconda è stata mangiare la neve.

Ma si sa che in montagna il tempo cambia velocemente. In poche ore abbiamo visto il sole ma anche le nuvole arrivare all’improvviso e ricoprire tutto di una nebbia che non ci faceva vedere a 10 m di distanza. Uno spettacolo meraviglioso!

Nel momento in cui mi sono apparsi davanti due lupi ho creduto davvero di essere dentro al film di Zanna Bianca!

La discesa l’abbiamo fatta in mezzo al bianco più totale. Con gli occhi che facevano scorta di bellezza.

Il nostro week-end era finito. Ma per consolarci ci siamo ripromessi di venire in ogni stagione. Per la fioritura delle ninfee in primavera, per il fresco in estate e per i colori del bosco in autunno.

Viaggiare sotto casa sta diventando il nostro sport preferito!

Vi ricordo che, come in tutti i laghi dell’appennino, è severamente vietato camminare sul ghiaccio del lago. É molto difficile valutare quanto sia spesso lo strato di ghiaccio e anche se vedete qualche incosciente che lo fa, è pericolosissimo.

6 GIORNI IN TRENTINO PER IMPARARE A SCIARE

Le piste migliori per riuscire ad imparare lo sci tra la Val di Fiemme e la Val di Fassa. Anche per i meno giovani, perchè si sa che a loro viene tutto facile.

Avevo circa 15 anni l’ultima volta che ho messo gli sci ai piedi. Equipaggiata come si poteva essere equipaggiati nei primi anni 90, cioè in modo da avere più freddo possibile. Allora non esistevano ancora i superstore dell’abbigliamento sportivo e se decidevi di sciare un giorno, ti infilavi quello che ti capitava o che ti aveva passato la zia. Insomma io da allora ho sempre associato lo sci al freddo pungente e insopportabile, ai piedi gelati e al fatto di non riuscire nemmeno a prendere lo ski-lift senza cadere, far fermare tutto con conseguente figura di cacca davanti agli altri sciatori esperti.

Non ci sono più tornata. Non ci ho mai più nemmeno pensato.

Fino a qualche mese fa quando mi hanno chiamato da Visit Trentino per propormi di passare qualche giorno sulla neve e imparare a sciare con tutta la famiglia.

Chi io? State parlando con me? Siete sicuri?

La Val di Fiemme e la Val di Fassa le conosco bene, passo quasi ogni estate in queste montagne da quando avevo 4 anni. Ma in estate non c’è la neve, lo sapevate?

In ogni modo siamo partiti. L’idea di stare in mezzo alla natura per qualche giorno e che fosse un’occasione unica per fare imparare a sciare Giacomo e Martino ci ha convinto del tutto.

Ma come potevo spiegare ai miei figli ad essere coraggiosi, a provare una cosa nuova, se io per prima mi lasciavo prendere dalla paura? Non potevo. E così per la seconda volta nella mia vita ho ripreso gli sci in mano, o meglio ai piedi, e mi sono lanciata.

Mai scelta fu più azzeccata e felice.

Cavalese ci ha accolto a braccia aperte, abbiamo avuto giornate di freddo non intenso e quasi sempre il sole. Metà Gennaio è anche uno dei periodi migliori se non si vuole trovare troppa gente e la ressa del periodo natalizio.

Il primo giorno l’abbiamo passato ad ambientarci, a fare qualche passeggiata nei dintorni e a noleggiare l’attrezzatura per tutti e 4, che ora è molto diversa e sopratutto molto più tecnica di quella di mia zia negli anni 90. Non ho mai avuto freddo neanche a -13°.

Giorno 2 – Ski Area Bellamonte

Dal secondo giorno ci siamo infilati gli sci e con il nostro super maestro Livio ci siamo diretti verso la Ski Area di Bellamonte. La mattina alla scuola sci, per imparare le basi, curvare e frenare. Noi avevamo un maestro in quattro ma non sarebbe l’ideale. Di solito non si insegna ad adulti e bambini insieme perchè i tempi di apprendimento sono ovviamente diversi e sopratutto non si insegna mai a genitori e figli insieme. Comunque appena dopo pranzo, eravamo pronti per la nostra prima pista.

Un attimo di pausa per parlarvi del ristorante dove abbiamo mangiato: lo Chalet 44. Un posto dallo stile moderno ma immerso completamente in questa natura meravigliosa. Durante il pranzo eravamo circondati dalle vetrate con vista sul gruppo delle Pale di San Martino. Wow!

Ho ricaricato il telefono con le prese elettriche presenti su ogni tavolo, che secondo me sono una figata, e ci siamo ricaricati noi. Se passate di qua non dimenticate di chiedere a fine pasto la grappa al latte perchè è una delle cose più buone che abbia mai assaggiato.

E poi la discesa. Perchè iniziare da Bellamonte? Perchè le piste sono poco pendenti e molto larghe, ideali per chi sta iniziando. La neve sparata, si sa, è sempre perfetta, super tecnica e qui, come del resto in tutto il comprensorio di Dolomiti SuperSki, la manutenzione è accuratissima.

Giacomo ha fatto la seconda discesa senza mai cadere, io sono caduta un po di volte, ho avuto paura, com’è normale che sia, ma comunque essere con un maestro da molta sicurezza e ti insegna davvero a rialzarti e ad arrivare in fondo.

E alla fine la soddisfazione è grandissima. Di sicuro non credevo di riuscire a scendere una pista, seppur facile, il primo giorno di sci.

Martino non ha sciato. Dopo una mattina in cui ha provato per 3 ore gli sci alla scuola e ha imparato a scendere, la sua attenzione si è esaurita e non voleva più sciare. Non abbiamo insistito perchè non volevamo fosse controproducente e credo abbiamo fatto bene. Ha 4 anni. E’ possibile iniziare a sciare ma anche consultandoci con i vari maestri di sci, l’età consigliata sarebbe dai 5 o 6 anni quando riescono a gestire per più tempo l’attenzione e il fatto di impegnarsi per imparare qualcosa li divertirà. Avrà tempo e non ci siamo preoccupati.

Giorno 3 – Ski Area Ciampediè Val di Fassa

Il terzo giorno ci siamo spostati in Val di Fassa sulle piste del Ciampediè. Per me è stato meraviglioso vedere i posti che conosco benissimo in estate trasformati completamente nella loro veste invernale. Anche se perdi quasi i punti di riferimento, a causa dei sentieri che diventano piste e perchè la neve ricopre molte cose, le cime delle montagne sono lì ferme. La certezza che loro comunque sono lì ad aspettarti e a darti il bentornato.

Ho guardato in su verso le tre Torri del Vajolet e il mio cuore ha fatto un salto. Ciao ragazze, sono tornata!

Giacomo, Lorenzo e Teresa, la maestra di sci si sono buttati subito sulle piste. Io non ho sciato per rimanere con Martino, tra passeggiate nel bosco e Kinderpark, avevamo l’imbarazzo della scelta. E ho anche avuto un po di tempo per scattare qualche foto.

Pranzo nella super accogliente Baita Checco e il pomeriggio l’abbiamo passato a far riposare un po le ossa e i muscoli all’Acquapark Vidor.

L’Aquapark fa parte del Campeggio Vidor a Pozza di Fassa ma è accessibile anche se non si soggiorna lì. Per i bimbi è l’ideale, con giochi d’acqua e scivoli in una piscina alta 30 cm. Quindi si può anche lasciarli un attimo a giocare mentre ti godi il relax della sdraio o la zona benessere.

Il mix freddo, aria aperta e poi caldo e piscina ci ha però steso definitivamente in questa intensa giornata e alle 21 eravamo tutti sotto le coperte. Stanchi ma felici!

Giorno 4 – Ski Area Latemar

Il nostro quarto giorno è stato dedicato al perfezionamento, ovvero imparare a scendere le piste da soli. Giacomo senza fatica ha conquistato la sua prima pista rossa, io, avendo sciato un giorno in meno, sono andata un po più piano. Ma complice il fatto di essere riusciti a lasciare Martino al Kindergarden con una ragazza che si occupava di lui, siamo riusciti per la prima volta a sciare tutti e tre insieme.

Il Latemar è non è una semplice Ski Area, è una montagna animata. Oltre alle piste da sci fanno una sacco di attività per i ragazzi sia in estate che in inverno. E’ qui che si trova la Foresta dei Draghi (un percorso interattivo che si snoda all’interno del bosco), l’Alpine Coaster (un bob su rotaia dal quale non avremmo voluto più scendere), e la pista per slittini. Non ci siamo fatti mancare niente e abbiamo provato tutto!

Ed è stato un piacere poter condividere qualche parola durante il pranzo con la ragazza che ha ideato tutto ciò, una mente aperta che ha saputo vedere avanti e mette una grande passione nel portare avanti il suo lavoro di gestione del parco. Noi non vediamo l’ora di tornare!

Giorno 5 – Ski Area Cermis

Ammetto che al quinto giorno la fatica si è fatta sentire. Non eravamo sicuramente allenati e dopo 3 giorni di sci intenso anche Giacomo non ha avuto le forze per scendere più di una pista. Un vero peccato perchè le piste del Cermis, sebbene un po più difficili di quelle che avevamo visto i giorni precedenti, sono bellissime e molto varie. E quando arrivi nella parte più in alto c’è da rimanere senza fiato dalla vista che si apre a 360° su tutta la Val di Fiemme e le cime intorno, fino alla Marmolada.

Sicuramente un consiglio che posso darvi, se decidete di concedervi una settimana a sciare e sopratutto se non l’avete mai fatto prima, è quello di pensare in mezzo alla settimana ad un giorno di stop, in cui riposarsi e fare altro. Altrimenti il rischio è di non riuscire ad avere le forze necessarie per arrivarci in fondo e godersi a pieno il tutto.

Giorno 6 – Passo di Lavazè

Il nostro ultimo giorno qui non poteva farci regalo più bello. La neve scesa durante la notte. Non più sci ma una giornata dedicata a goderci il paesaggio innevato e questa neve fresca nella stupenda cornice del Passo di Lavazè.

Dammi la neve fresca sotto i piedi e due abeti innevati da osservare e io sarò felice come una bambina! Non sentirò il freddo, non sentirò la fame e quando sarà ora di tornare a casa farò anche un po di storie.

E’ stata una delle giornate in cui ci siamo veramente divertiti tutti e quattro allo stesso modo, provando le bicisci e gli slittini. Ruzzolandoci un po nella neve ed ascoltando il silenzio del bosco, dove eravamo veramente solo noi.

Come sempre queste montagne non deludono. La mente si placa, le orecchie ascoltano, i piedi diventano parte della terra. Ti senti piccolo, sempre, ma il cuore si allarga e l’impressione è quella di non riuscire ad immagazzinare nei tuoi pensieri tanta meraviglia.

L’unica cosa a cui riesci a pensare è a quando tornerai.

Noi eravamo ospiti dell’Hotel Bellavista di Cavalese. Un hotel che mi sento di consigliare alle famiglie e sopratutto se avete bimbi perchè davvero l’accoglienza e la disponibilità che abbiamo trovato nei loro confronti è stata speciale. Con una stanza dei giochi e una persona professionale e dedicata a loro tutte le sere dalle 5 in poi. E comunque in generale una gentilezza e disponibilità non sempre scontate.

LA QUERCIA SECOLARE DI RONDINARA

Quando non fa più troppo caldo i nostri sabati mattina sono spesso fatti di camminate vicino a casa e non troppo impegnative.

Non devono essere a più di 30 minuti da casa e deve essere possibile percorrerle con le scarpe da ginnastica, anche perché Martino ha pur sempre 4 anni non ancora compiuti e anche se cammina abbastanza è sempre meglio non doverlo trascinare.

E poi diciamocelo. Non siamo di quelli che si svegliano all’alba. Ci piace la vita slow e fare le cose con calma, partire per tempo ma non troppo presto.

Era da un po di tempo che volevo cercare questa quercia secolare di cui tanto avevo sentito parlare. Anche se non sapevo di preciso dove si trovava.

Dopo qualche ricerca sul web, ho più o meno individuato il punto in cui poteva essere, ho studiato un percorso adatto a noi e siamo partiti.

Ci piace molto incontrare cose inaspettate, prendere sentieri a sentimento inoltrandoci nel bosco e fermarci a guardare le diverse sfumature che può assumere un prato.

In pratica abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio dell’agriturismo Pianderna che è sempre accessibile. Alla sinistra del viottolo, dove finisce la recinzione dell’agriturismo inizia un sentiero attraverso i campi, piantumato con dei piccoli alberi sulla destra. Ci siamo incamminati di lì seguendo questo sentiero che subito va in discesa.

Dopo qualche centinaio di metri si arriva ad un laghetto, probabilmente artificiale, e adibito alla pesca, ma ottimo per una sosta o per lanciare sassolini.

Noi abbiamo poi proseguito lungo lo stradello di ghiaia fino al bivio poco più avanti. Dove a destra si dirige verso una casa, abbiamo tenuto la sinistra verso il prato e verso il bosco, costeggiando un altro piccolo laghetto. Poco più avanti inizia il bosco vero e proprio e il sentiero prosegue diritto e in salita. Non dev’essere molto battuto perché in alcuni punti i rami lunghi sono da spostare ma comunque è abbastanza facile. La meraviglia è che dopo pochi minuti si arriva ad una radura di erba selvatica e non tagliata piena di fiorellini bianchi. Se c’è il sole sembra un campo stellato. Ammetto di essere stata io ad attardarmi qui, godendo dei riflessi del sole e di questi giochi di luce.

Costeggiando tutta questa radura sulla destra si ritrova il sentiero che prosegue nel bosco fino ad arrivare alla congiunzione col sentiero più importante, ma comunque non asfaltato che segue il crinale ed arriva al Monte Vangelo o anche Via Bottegaro. Lì una casa diroccata segna la nostra meta perché proprio dietro quella casa, con una vista sulla valle del Tresinaro degna delle migliori foto, c’era lei in tutta la sua maestosità. La grande quercia.

Un incredibile meraviglia della natura. Abbiamo provato ad abbracciarla ma noi 4 non eravamo abbastanza. L’abbiamo ammirata da ogni angolazione, anche da sopra col drone e ne siamo rimasti affascinati. Purtroppo però abbiamo constatato con dispiacere che non c’è lo straccio di un cartello a segnalare il fatto che sia una quercia protetta, niente di scritto e nessuna indicazione degli anni che potrebbe avere. Penso che aiuterebbe a preservare e conoscere questi monumenti naturali e storici del nostro territorio.

Come ci si sente piccoli vicino a lei.

Per il ritorno abbiamo cambiato strada seguendo appunto il sentiero bellissimo e tutto in quota che da lì arriva al Monte Vangelo. Il vento, le nuvole che giocavano a farci ombra, i colori e i fiori raccolti da portare a casa come ricordo hanno dato degna conclusione a questa mattinata. Ma ci siamo già detti che torneremo a trovare questo grande albero in ogni stagione per vedere i cambiamenti. Già non vedo l’ora di vederla tra poche settimane con i colori dell’autunno.

Alla fine ci abbiamo messo circa 2 orette tra andata e ritorno contando però che ci siamo fermati mezz’oretta o forse di più sotto la quercia a riposare. Lì si trova anche un tavolo con delle panchine, ideale secondo me per un pic-nic dopo la camminata se si vuole fare il tutto con ancora più calma.

DORMIRE IN UNA VECCHIA SCUOLA. UN’ESPERIENZA DA PROVARE

Quando un giorno ho letto dell’esistenza di questo posto sul blog di un amica la prima cosa che ho pensato è stata: io voglio andare qui!

Quando poi sono andata sul loro sito e ho visto bene anche le foto delle stanze ho pensato che dovevo andarci il prima possibile.

Passare qualche giorno alla Scuola GuestHouse di Lusiana non è come dormire in un B&B qualsiasi, è, come dice la scritta appena entri da loro, sorpresa, incanto e nostalgia.

Entri e ti sembra di fare un salto indietro nel tempo e la prima cosa che percepisci è la dedizione e la cura che ci sono dietro ad ogni dettaglio.

La storia di questa scuola inizia negli anni 20, quando venne costruita, a Lusiana paesino piccolissimo vicino ad Asiago. C’erano talmente tanti bambini da dover fare 2 turni per le lezioni, uno al mattino e uno al pomeriggio. E’ stata scuola fino ai primi anni 60 poi qualcuno ci ha abitato e qualcuno ci veniva in villeggiatura durante l’estate. Finchè l’incuria e il tempo hanno preso il sopravvento ed è rimasta abbandonata.

Valeria e Marco qualche anno fa hanno incontrato questo edificio per caso e se ne sono innamorati, accettando la sfida di riportarlo a nuova vita.

La cosa bella e che secondo me lo rende un posto unico nel suo genere, è che lo hanno restaurato conservando tutte le cose più belle dell’edificio (porte, serramenti, la scala di legno che mi sarei portata a casa, tetto, pavimenti). Per i lavori hanno utilizzato esclusivamente imprese del posto e materiali della zona, proprio per sostenere l’economia locale. Io che adoro ascoltare le storie dei posti e di chi ci ha vissuto mi sarei fermata tutta la giornata con Valeria quando mi ha raccontato tutto questo una mattina a colazione.

Riguardo alle cose belle che ho trovato tra queste mura vi racconto questa. La prima mattina quando sono scesa a colazione mi è stata servita una tazza con la mia iniziale, la F, ma ammetto di aver pensato che fosse stato solo un caso anche perchè noi eravamo arrivati solo la sera prima e presentandoci velocemente non credevo fosse possibile ricordarsi i nomi di tutti. Quando la mattina dopo ho ritrovato col mio caffè la tazza con la F ho capito che non era un caso. Ma che ricordarsi i nomi di tutti gli ospiti e avere la gentilezza e l’accortezza di portare ad ognuno la tazza con la propria iniziale fa parte della passione e della dedizione che Valeria mette in ogni cosa che fa qui.

Ogni stanza ha il nome di una materia. Noi abbiamo dormito nella stanza Aritmetica, una materia del nome strano che ora insegnano chiamando Matematica. Un banco, una lavagna e pagine e pagine di vecchi quaderni di aritmetica appesi alle pareti. Giacomo non si è mai divertito tanto a risolvere i probemi scolastici come qua.

Io ovviamente circondata da tutta questa bellezza vintage, da queste pareti che trasudavano storia, non potevo far altro che fotografare, osservare e ogni tanto sedermi in silenzio, immaginando.

Vi avverto se decidete di venire in questo posto vi sentirete tornare un po bambini anche voi. E’ una sensazione bellissima.

Noi siamo stati alla Scuola quasi un anno fa. Credo sia ora di tornarci.

PROFILI INSTAGRAM DA SEGUIRE SE AVETE IN PROGRAMMA UN VIAGGIO IN PORTOGALLO

Una delle prime cose che faccio quando programmo un viaggio, subito dopo aver prenotato il volo, è andare alla ricerca di profili Instagram del posto.

Non solo perchè può essere bello e interessante vedere un luogo con gli occhi di chi ci vive, ma anche perchè si possono scoprire posti e angolini nascosti o luoghi dove mangiare o fermarsi per un caffè frequentati dai locals.

Farsi accompagnare da chi vive in un posto è sempre meglio che leggere una guida.

Questi 6 profili sono quelli che ho trovato i mesi prima di partire per il Portogallo, anche se alcuni li conosco già da anni.

 

@heyandiehay

Andreia è una storyteller, assidua frequentatrice dei caffè di Lisbona. Un mix perfetto tra strade, porticine e tavolini ricchi di dolci portoghesi. Con lei saprete sempre dove andare per una colazione super instagrammabile.

 

@anapetiscos

Ana è una food stylist portoghese che vive tra Berlino e Lisbona. Anche il suo account è un caldo invito a non fermarsi davanti alle vetrine ma entrare in ogni dove per godersi a pieno le prelibatezze di questo paese. Sempre però con quel tocco nordico che la contraddistingue.

 

@minois_paris

Hélène è molto conosciuta perchè è appunto la fondatrice di Minois Paris, marchio di prodotti per la skincare dei bambini. Non fatevi ingannare dal nome. Lei è francese ma si è trasferita a vivere a Lisbona con sua figlia Paz. Io amo la sua casa dalle grandi finestre che guardano la città e il mare e questo bianco luminoso, filo comune di ogni sua foto.

 

@_goodoldfashioned

Toni molto più verdi e diversi dal solito quelli di Ana, fotografa e viaggiatrice ma anche molte altre cose. Sembra di essere nella campagna inglese eppure anche questo è Portogallo. Un Portogallo pieno di natura e luoghi insoliti. Qui non troverai molti azulejos ma ti farà comunque sognare di essere lì.

 

@ibrandling

E che dire di Ines? Anche il suo profilo è un tripudio di posticini da esplorare, azulejos e caffè molto carini dove fermarsi per una pausa. Io non riesco a non mettere like ad ogni sua foto. Grazie a lei ho scoperto alcuni negozietti davvero unici.

 

@joaofarinhafoto

Un uomo dopo tante donne, Joao. Con il suo taglio lineare e pulito ha un profilo dove mostra le architetture più belle di Porto, dove vive, ma anche dei suoi viaggi in altre città. Uno stile riconoscibile e unico che spesso mi fa pensare: “Ecco questa è la foto che avrei voluto fare io!”

 

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