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Il papavero se ne frega

 

Sarà forse perchè sono così irreverenti e sfacciatamente spettinati, mezzi appassiti, in barba a tutti quei fiori perfettini che si trovano dal fiorista, che i papaveri mi piacciono così tanto.

Queste macchie di rosso che sbucano ovunque in mezzo ai prati, sulle rive dei fossi o in mezzo ai campi di grano. Se ne fregano di tutto. Se ne fregano degli antiparassitari sparsi nei campi per non farli nascere come se fossero comuni erbacce. Il papavero a maggio spunta ovunque. O almeno qui in Emilia.

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L’altra mattina mentre tornavo, dopo aver accompagnato Giacomo a scuola, li ho visti. Era già qualche giorno che li addocchiavo e che mi facevano l’occhiolino dalla riva del fosso. Così mi sono decisa. Ho fermato la macchina sul ciglio della strada e sono andata a raccoglierne un po. Li ho dovuti strappare con le mani, poverini.

Una cosa che devo ricordarmi di fare è quella di tenere delle forbici in macchina. Che non si sa mai cosa ti capita di trovare lungo la strada.

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Comunque è bastato arrivare a casa, riempire un vaso d’acqua, trovargli un posticino carino sul mobile e l’ambiente ha cambiato aspetto.

Il papavero se ne frega se non profuma e quasi puzza. E’ il re dei prati e si può permettere di stare beatamente ciondolante anche in un salotto. Un tocco di rosso in mezzo a tutti questi colori neutri che mi piace un sacco.

Ora speriamo che durino almeno qualche giorno… per favore…

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