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LA PARTE PIÙ BELLA DELL’ETNA. I MONTI SARTORIUS

30 Agosto 2019

Quando abbiamo deciso di fare questo viaggio in Sicilia, ancora prima di pensare ad un itinerario, ancora prima di pensare a quali posti e città visitare, avevo solo una certezza: volevo salire sull’Etna.

Chissà cos’è che mi ha sempre attirato così tanto di questo posto pur senza esserci mai stata. Forse il calore percepibile, insieme al respiro della terra. Forse l’energia che emana e il doveroso rispetto verso la sua potenza.

Fattostà che anche godere di una giornata di fresco e montagna, in mezzo ad una vacanza fatta sopratutto di giorni di mare, non mi è dispiaciuto affatto.

Quindi ora, prima ancora di parlarvi del nostro viaggio in Sicilia, voglio dedicare un post a questo luogo, che è uno di quelli che ho amato di più. Voglio portarvi con me in questo mondo incantato.

Quando si pensa a’ Muntagna (come la chiamano i catanesi) si pensa sopratutto alla cima più alta, vicino al Rifugio Sapienza, oltre i 3000 m di altitudine, dove ci sono i crateri più grossi e attivi.

Ma l’Etna è fatto anche di tanti crateri più antichi, ormai spenti e colate laviche solidificate. È una montagna in continuo mutamento e se si perlustrano le zone appena più basse si può trovare anche tanta vegetazione.

Terra nera sfumata di rosso, pini verdi chiaro, tronchi bianchi di betulla e cielo grigio. Una palette meravigliosa. Mentre ero lì e osservavo, mi sono fermata più volte pensando a quanto davvero ci insegna la natura anche in fatto di abbinamenti colore.

I Monti Sartorius sono ad accesso libero. Ci si inoltra in mezzo al bosco dal sentiero che parte dalla strada e si sale facilmente su queste colline di terra nera. In 10-15 minuti di camminata tranquilla ci si ritrova in cima a questi crateri spenti con una vista a 360° su tutto il paesaggio circostante.

E’ bello anche osservare con i bimbi, i contrasti tra le roccie e le piante, raccogliere sassi vulcanici ed osservare i fiori selvatici che qui nascono tutti bianchi per farsi notare meglio tra lo scuro che hanno intorno.

Io ero estasiata, adrenalinica. Mi sembrava un paesaggio surreale e non riuscivo a smettere di osservare tutto. Ho anche pensato che fosse l’influenza energetica di camminare sulle pendici di un vulcano a farmi sentire così. Riuscivo a sentire la sua linfa.

I crateri sono 5. Ci si può camminare intorno senza pericolo e senza troppe pendenze. È davvero una passeggiata facile anche con i bambini, ma ovviamente sono sentieri di montagna e possono esserci pendii scivolosi. Consiglio sempre di tenere, per sicurezza, i bimbi piccoli per mano.

Un altro consiglio che posso darvi è quello di fare il percorso con una guida ambientale. Sebbene siano posti che potete visitare anche da soli, avere una persona che vi racconta la storia e i segreti di questo posto in modo completo dà quel valore aggiunto che, secondo me, è fondamentale. Noi ci siamo affidati a Vincenzo di Sicily by Nature e siamo rimasti molto soddisfatti.

Salite poco prima del tramonto, quando non c’è quasi nessuno, le luci si scaldano, la terra prende le sfumature dell’ocra e la cima dell’Etna è li davanti a voi che sbuffa.

Il silenzio sarà l’unico vostro compagno e non vorrete più scendere.

USO SEMPRE:

Macchina fotografica mirrorless Fujifilm XT3

Obiettivo Fujinon 35mm F1.4

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